Sfida al vertice nel mercato della pubblicità on line: Facebook con Atlas sfida Google

Sfida al vertice nel mercato della pubblicità on line: Facebook con Atlas sfida Google

Campagne pubblicitarie mirate grazie ai dati degli utenti Facebook su ogni sito web e non solo all’interno di Facebook?

Da oggi, o meglio da ieri, è realtà e Facebook vuole contendere a Google un mercato che vale qualcosa come 1 Miliardo di Dollari

Di certo, se utilizzate Facebook, vi sarete resi conto dopo aver cliccato “mi piace” su una fan page che nella vostra timeline poteva venire successivamente visualizzato il post di qualcosa di simile; ora questo succederà non solo all’interno del social network ma anche su altri siti che navigherete.  Detta così potrebbe valere poca cosa ma in realtà stiamo parlando di una leadership, quella di Google, che potrebbe essere messa in discussione.

La differenza sostanziale è che questa pubblicità, basata su dati reali forniti dagli utenti ed alimentata dal comportamento che questi stessi hanno all’interno di Facebook, potrebbe avere (diciamo pure, ha) un valore ben maggiore rispetto a quella basata esclusivamente sull’uso dei cookies.

Chi, ultimamente, dovesse aver utilizzato entrambe le piattaforme pubblicitarie (Facebook e Google) di certo avrà notato la maggiore qualità dell’advertising offerto da Facebook il quale, permettendo di selezionare il target in modo molto mirato e preciso (ad esempio Donna, over 25 under 40, residente nel raggio di 20km da Alba, amante degli articoli di lusso) permette in modo immediato di raggiungere persone reali e non un target selezionato da analisi di dati on line quale email o ricerche, come normalmente avviene con la piattaforma pubblicitaria di Google.

Il limite della piattaforma pubblicitaria di Facebook? Fino ad ora questa enorme risorsa di informazioni si poteva utilizzare esclusivamente per l’acquisto di pubblicità all’interno di Facebook stesso.

Nel 2013 Mark Zuckerberg ha acquistato Atlas, ad server di Microsoft,  e da quel momento ne ha rivisto le funzionalità ricostruendola praticamente da zero con un obbiettivo preciso: raggiungere le persone su ogni dispositivo e soprattutto colmare il divario tra la quantità di impressions generate dalla pubblicità on line e le vendite sia online che offline.

E’ infatti sempre più evidente che la pubblicità online per essere realmente efficace non può e non deve solo essere misurata con il beneficio che può portare alle vendite online ma infulenza anche il percorso di acquisto delle persone nei punti vendita fisici.

Facebook sottolinea che Atlas ora offre strumenti per il marketing basati sulle persone e non sui cookies e questo aiuterà le aziende a raggiungere i consumatori ovunque essi siano, su qualsiasi piattaforma, dispositivo, editore.

Non si può certo dire che lo sbarco di Facebook nel ricco mercato della pubblicità display sia stato fatto in sordina!


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